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venerdì 7 marzo 2014

Legambiente: "Consumo di suolo, siamo alla farsa di Errani"


Misure ridicole nella proposta di legge diffusa in questi giorni

Dopo anni di attesa la Giunta vara un proposta inutile che ignora le richieste della società e i cambiamenti normativi in atto.

L’economia della rendita e della speculazione ringrazia

E’ ormai pubblico il disegno di legge regionale approvato dalla Giunta Errani il 17 febbraio, denominata “Riduzione del consumo di suolo, riuso del suolo edificato e tutela delle aree agricole” e si rivela una grandissima delusione.

Un provvedimento promesso dal Presidente Errani fin dalla campagna elettorale del 2010, e dall’assessore Peri in tutti questi anni che, alla prova dei fatti, di riduzione della cementificazione ha probabilmente solo il titolo.
Il testo infatti mostra una serie di buone intenzioni, che però non sono accompagnate da alcuno strumento vero e cogente per porre un freno al sacco del territorio di questa regione.
Una proposta che testimonia, nemmeno tanto velatamente, la volontà di non cambiare nulla nel corso di questo mandato facendo un regalo alla parte meno innovativa del mondo produttivo regionale, che vive sulla speculazione edilizia.

• non si mette alcun limite numerico al consumo di suolo
• non si individuano strumenti per rendere più costoso l’utilizzo del suolo vergine, e togliere quindi spinta alla speculazione derivante dal cambio di destinazione d’uso dei terreni;
• non si pone l’obiettivo temporale di arrivare al consumo di suolo netto zero, in tempi ragionevoli, mentre città come Dresta, Berlino, Stoccarda lo stanno già applicando oggi;
• non si propone la compensazione ambientale preventiva, che a fronte di nuova edificazioni de cementifichi aree già compromesse.

Insomma nessuno strumento necessario a cambiare lo stato delle cose. Nonostante le richieste della gente, le proteste di piazza ed una recente risoluzione del Consiglio regionale di tutt’altro tenore.

“E' evidente – dichiara Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna - che con questa proposta Errani elude l'impegno preso con gli elettori e scava un altro po’ il fossato che separa la politica dalle aspettative della gente. Se il Presidente non ha ormai problemi di riconferme, con che faccia il suo schieramento si presenterà alle prossime elezioni? Ci auguriamo che a fare meglio sia il Consiglio, intervenendo profondamente sul testo per portarlo nella giusta direzione e approvandolo entro fine mandato”.

Nella relazione di accompagnamento si legge, molto onestamente diremmo, che “il problema non è riduttivamente quanto suolo è possibile consumare” e si descrive un ipotetico percorso culturale in cui gli strumenti urbanistici locali dovrebbero adeguarsi ai principi di legge.
Peccato che tali principi nelle leggi regionali esistano già dal 2000 e che questo non abbia spostato ne le scelte della regione ne degli amministratori locali, ne tantomeno aiutato quei urbanisti volenterosi che hanno provato a fermare lo scempio.
Il confronto tra la nuova legge e la legge urbanistica già esistente è sconcertante:

Art.1 comma 3 - Disegno di legge regionaleLegge Regionale 20/2000 – vigente da 14 anni e che non ha impedito gli scempi visti finora
..Dalla data di entrata in vigore della presente legge il consumo di suolo è consentito esclusivamente per la realizzazione di opere pubbliche e di pubblica utilità e nei casi in cui venga dimostrata l'impossibilità, totale o parziale, del riuso delle aree già urbanizzate e della rigenerazione delle stesse, e in ogni caso dovranno essere assicurati il minor impatto e consumo di suolo possibile. La pianificazione territoriale e urbanistica si informa ai seguenti obiettivi generali:
…..
prevedere il consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione

Cosa propongono le altre regioni
Se il paragone con le realtà più avanzate d’Europa forse può essere azzardato per una regione considerata la culla dell’urbanistica, basta guardare oltre i confini regionali per verificare l'assoluta inconsistenza della proposta dell’Emilia Romagna.

La Regione Toscana ad esempio, con la propria proposta di Giunta propone di consentire le previsioni urbanistiche con uso di suolo solo nell’ambito del territorio già urbanizzato (salvo poche eccezioni).

La Regione Lombardia con un disegno di legge presentato poche settimane fa introduce il tema delle compensazioni ecologica preventiva, con l’acquisizione di terreni di servitù ad uso pubblico per uso agricolo od ecosistemico. Andando quindi a rendere più costoso l’edificazione di suolo vergine ed in qualche modo bilanciare la nuova cementificazione con la creazione di natura.

Si tratta di provvedimenti parziali e perfettibili ma di gran lunga più concreti e tendenti al risultato dell’inconsistente disegno di legge emiliano romagnolo: insomma, siamo alla farsa.


lunedì 23 settembre 2013

Anche Legambiente Cervia aderisce alla staffetta del digiuno

Da venerdì 16 agosto, Don Albino Bizzotto ha iniziato un digiuno a favore dell'ambiente. Le sue parole al Consiglio Regionale Veneto sono piene di voglia di futuro migliore. Legambiente sostiene la protesta lanciata in Veneto da Don Bizzotto. Alla voracità di suolo, della speculazione e della rendita immobiliare, opponiamo la fame di bellezza della società civile.

L’iniziativa è un modo simbolico per dare eco e continuità allo sciopero della fame attuato da Don Bizzotto. Anche Legambiente Cervia aderisce al digiuno. Mercoledì sarà il turno del presidente del circolo cervese. Legambiente invita tutti ad unirsi alla mobilitazione e alla staffetta.


giovedì 4 ottobre 2012

Mario Cucinella: "per anni si è costruito troppo e male"


Le critiche che vengono rivolte all'amministrazione comunale di Cervia per il troppo cemento ed il consumo di suolo sono ormai un fatto documentato anche dai dati. Lo sostengono le associazioni ambientaliste, comitati e cittadini.

La novità è che anche l'arch.Mario Cucinella sembra unirsi al coro. Di più: oltre alla quantità è sotto accusa anche la qualità degli interventi. Nell'intervista apparsa oggi sul Resto del Carlino infatti il famoso architetto, difendendo il suo progetto, afferma: «Il problema è che per anni si è costruito troppo e male. Così gli agenti immobiliari hanno tanti appartamenti mediocri da piazzare.(...) Credo che i romagnoli siano stati scottati in passato: si è costruito, distrutto e sfruttato troppo territorio e ora, legittimamente, hanno paura».

Come fare allora? Secondo l'amministrazione comunale occorre attuare il progetto di Pentagramma Romagna, che prevede, tra l'altro, la costruzione di un ulteriore grattacielo alto 58 metri adiacente alla spiaggia in centro a Milano Marittima in un area da tutelare da un punto di vista paesaggistico ed ambientale! A quanto pare un'altra contraddizione per uno sviluppo sostenibile.

Clicca e firma la petizione online di Legambiente per dire NO ad un ulteriore grattacielo a Milano Marittima.



mercoledì 5 settembre 2012

Legambiente: "Amo Cervia, naturalmente"


“Amo Cervia, naturalmente”
Legambiente Cervia lancia la nuova campagna per uno sviluppo sostenibile

Cervia è ad un bivio: è fondamentale ora scegliere la strada giusta dello sviluppo sostenibile. L’amministrazione comunale, come sostenuto da Goletta Verde di Legambiente, continua a perseverare invece sulla strada del continuo cemento, della riduzione del verde e della cattiva pianificazione urbanistica. Adesso vuole addirittura permettere la costruzione di un nuovo ed inutile grattacielo adiacente alla spiaggia.
Legambiente Cervia ha già dato prova - con il proprio lavoro e volontariato – di sapere ottenere importanti risultati concreti, come la riduzione di 500 nuovi alloggi all’interno del Piano Strutturale Comunale di Cervia.
Per rafforzare ulteriormente la nostra azione abbiamo però bisogno di sostegno. Dobbiamo infatti affrontare campagne informative a livello comunale e prevediamo di dovere predisporre ricorsi e sostenere vertenze giudiziarie a tutela del territorio e dei beni ambientali, patrimonio di ciascun cittadino. Per uno sviluppo sostenibile.
Se vuoi che Cervia venga preservata, sostieni il nostro impegno adesso. Versa il tuo contributo sul c/c postale 1007856378 intestato a Circolo Legambiente Cervia-Milano Marittima onlus con la causale “Campagna ambientale: Amo Cervia, naturalmente”. Contatti e maggiori informazioni su www.legambientecervia.it.


***

L’amministrazione comunale di Cervia ha evidenziato nel quadro conoscitivo del Piano Strutturale Comunale (PSC) delle criticità ambientali serissime. Non ha però fornito alcuna risposta convincente per la loro soluzione o per un efficace controllo. Al contrario invece si è fortemente attivata con l’intenzione di arrivare velocemente alla definizione di un accordo con un privato all’interno del quale l’amministrazione comunale vorrebbe permettere la costruzione di un ulteriore, inutile e dannoso grattacielo. Questa volta sarebbe addirittura affacciato direttamente sulla spiaggia e verrebbe localizzato in una zona dalle comprovate criticità ambientali e sottoposta a tutela paesaggistica quantomeno quale fondamentale componente dell’unità di paesaggio “Costa del Sud”. Molti cittadini ci chiedono preoccupati se questo grattacielo si può considerare ormai cosa fatta. La risposta è no, soprattutto se vi sarà una civile, ma forte risposta da parte dei cittadini. Non deve certo essere questo il momento della rassegnazione.

E’ pur vero che cantiere dopo cantiere, variante dopo variante, si è consumata una buona parte di quella che può essere considerata vero e proprio patrimonio ambientale capace di attirare un turismo di qualità. Per dirla con le parole dell’urbanista Ennio Nonni - riportate nello stesso catalogo della mostra sul Palanti organizzata dal Comune di Cervia - vi sono state “continue trasgressioni consentite dai recenti piani regolatori: edifici di media altezza, intasamento di ogni angolo libero, impermeabilizzazione dei suoli, riduzione del patrimonio arboreo nel centro urbano, una architettura casuale ben lontana dalla chiarezza stilistica del piano originario”.

Ma il patrimonio naturale a Cervia è ancora di grande pregio e la partita non è chiusa. Legambiente da sempre sostiene la necessità di uno sviluppo sostenibile del territorio, in modo che anche le generazioni future abbiano la possibilità di ottenere un benessere il più possibile diffuso. E’ globalmente riconosciuto infatti che se lo sviluppo non è sostenibile vengono meno le condizioni per la sua riproducibilità.

Legambiente ha assegnato recentemente la bandiera nera all’amministrazione comunale di Cervia per il troppo cemento, per la riduzione del verde e per cattiva pianificazione. Uno stimolo mediatico, ma che trova fondamento nel lavoro e nel volontariato quotidiano di tutta l’associazione, dal nazionale al locale.
In particolare Legambiente Cervia-Milano Marittima opera con il proprio volontariato non solo per il controllo del territorio, ma svolge un continuo lavoro di valutazione di documentazione e di studi ambientali, oltre che di contatti con enti ed esperti. Con un impegno basato sulla serietà e sull’imparzialità, oltre che spinto dall’amore per una località meravigliosa, ha già raggiunto dei risultati importanti e concreti. In sede di concertazione della pianificazione del territorio del Psc è stata l’unica tra le associazioni economiche e sociali ad avere espresso un giudizio complessivamente contrario al piano proposto dalla Giunta. I progetti relativi ad un ulteriore grattacielo, che sono stati portati a conoscenza successivamente, hanno ulteriormente dato ragione alla nostra associazione.

Le osservazioni redatte da Legambiente Cervia e presentate agli atti del Comune di Cervia hanno ottenuto poi il risultato concreto di porre l’amministrazione nelle condizioni di rinunciare alla costruzione di 500 nuovi alloggi. E’ l’amministrazione comunale stessa infatti che scrive negli atti ufficiali : “Il tema del dimensionamento massimo delle nuove potenzialità di crescita di insediamenti residenziali è oggetto del contributo di Legambiente, che valuta non sostenibile la soglia massima di 4.500 nuovi alloggi nell’arco dei 15 anni indicata nel Documento Preliminare. L’Amministrazione Comunale, anche sulla base del confronto con la Provincia in sede di Conferenza, ha deciso di procedere ad una riduzione di tale indicazione.”
Seppure riteniamo che tale riduzione di nuovi alloggi sia comunque insufficiente per garantire la sostenibilità del piano, rappresenta un importante risultato concreto dell’azione di Legambiente.

In base poi ai nuovi progetti presentati della proprietà ex-Monopoli ed accolti con grande favore dall’amministrazione comunale, Cervia è ora ad un bivio: è fondamentale scegliere la strada giusta dello sviluppo sostenibile.

Condividiamo le indicazioni per il futuro della città giardino formulate dall’urbanista Ennio Nonni, che afferma: “Occorre abbandonare l’aridità di norme generiche, parametri edilizi che non garantiscono qualità, perequazioni per presunte equità sociali e ogni alta strategia che di fatto facilita il consumo di suolo, intendendo questo non in termini ideologici, bensì nella concezione che aveva interpretato Palanti conciliando sviluppo e tutela. (…) Oggi di fronte ad un'altra crisi che incide sulle aspettative sociali, mettendo in dubbio la necessità di costruire ancora, si può progettare di rinforzare il paesaggio proprio all’interno del centro urbano. (…) In sostanza, occorre spostare l’ottica dai volumi e dal cemento al paesaggio e ai pini.”

Il tutto dando priorità all’applicazione dei possibili rimedi per contrastare le criticità ambientali idrogeologiche quali subsidenza, intrusione del cuneo salino, ingressione marina ed erosione della costa.
“Per continuare a dare un solido contributo al fine di conciliare sviluppo e tutela del territorio, Legambiente Cervia ha preparato diverse iniziative: sull’ulteriore grattacielo, sugli eccessi di cemento e di consumo di suolo, sulla riduzione del verde, sulle criticità idrogeologiche, sulla presentazione di proposte di sviluppo. Le prime partiranno” – dichiara Marino Previtera, presidente di Legambiente Cervia – “già fra pochi giorni e saranno tutte animate da un vero e non strumentale amore per Cervia. Il motto “Amo Cervia, naturalmente” e la grafica del cigno verde nel cuore per Cervia diventeranno quindi gli elementi comuni a tutte le prossime campagne locali.”

Per rafforzare ulteriormente la nostra azione abbiamo però bisogno di sostegno. Dobbiamo infatti tra l’altro affrontare campagne informative a livello comunale e prevediamo di dovere predisporre ricorsi e sostenere vertenze giudiziarie a tutela dei beni ambientali, patrimonio di ciascun cittadino. Sono attività dove non è più sufficiente solo la buona volontà e il tempo dedicato dai volontari. Occorrono necessariamente anche significative risorse finanziarie. Legambiente Cervia Milano Marittima ha aperto un conto corrente postale per raccogliere i contributi dei cittadini - proprietari di seconde case, turisti e naturalmente residenti. A sostegno delle iniziative dell’associazione sul territorio. Una scelta che permetterà inoltre a chi effettuerà il versamento di poterlo dedurre, nei limiti delle regole fiscali, in sede di dichiarazione dei redditi quale contributo versato in favore di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS).
Se ami veramente Cervia e vuoi che venga preservata, sostieni il nostro impegno adesso. Versa il tuo contributo sul c/c postale 1007856378 intestato a “Circolo Legambiente Cervia-Milano Marittima onlus” con la causale “Campagna ambientale: Amo Cervia, naturalmente”.



martedì 29 maggio 2012

Rimini e Riccione: al mare in treno

L'asse politico Zoffoli-Bosi ritiene che per il futuro di Cervia occorra fare costruire altri 4.500 alloggi e nuovi alberghi per ulteriori 4.000 posti letto, oltre a parcheggi sotterranei a pochi metri dalle acque marine.

Questo nonostante l'amministrazione stessa rilevi criticità ambientali rilevantissime nelle quasi 1300 pagine della proposta di PSC di Cervia. Subsidenza, ingressione marina, intrusione salina ed erosione della costa. Criticità riassunte da Legambiente Cervia nel documento depositato in fase di Conferenza con le associazioni economiche e sociali del PSC e trasmesso agli Enti competenti.

Nel frattempo invece le località concorrenti vicine si occupano di incentivare concretamente il turismo con politiche di mobilità alternativa all'uso dell'auto.

E così Rimini e Riccione hanno fatto un accordo con Trenitalia: Al mare in treno. Gli hotel delle località concorrenti aderenti all'iniziativa rimborseranno il prezzo del biglietto secondo il regolamento pubblicato. Non solo, i clienti riceveranno anche la Carta Vantaggi per l'ingresso gratuito o scontato nei musei e riduzioni per l'ingresso in alcuni parchi divertimento della riviera.

sabato 17 marzo 2012

"Cemento Spa", il dossier di Legambiente


Legambiente: "Mafie, corruzione, illegalità: sono l’altra faccia dell’Italia, tre criticità che colpiscono tutta la Penisola. Negli ultimi cinque anni anche il Nord-Italia ha, infatti, registrato dati allarmanti che indicano come questi fenomeni non siano una prerogativa solo del Sud del Paese. E i numeri parlano chiaro: dal 2006 al 2010 ci sono state 7.139 infrazioni, 9.476 persone denunciate, 1.198 sequestri, 9 arresti. Senza contare lo scioglimento forzato o le dimissioni anticipate di consigli comunali per infiltrazioni mafiose, Piani di governo del territorio (Pgt) scritti e riscritti “sotto dettatura”, professionisti sorpresi con la mazzetta in mano - banconote da 200 e 500 euro - e ancora omicidi, sequestri, denunce.

In Emilia Romagna la situazione non è diversa rispetto alle altre regioni del Nord: la nostra regione si posiziona infatti al terzo posto nella poco rassicurante classifica degli illeciti del ciclo del cemento, con 1431 persone denunciate (15% del totale del nord Italia), e 243 sequestri effettuati.

La relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia (2010), descrive chiaramente quanto la presenza dei Clan mafiosi in Emilia Romagna sia una realtà acquisita, con una consolidata presenza delle imprese mafiose negli appalti, nelle speculazioni immobiliari e nel traffico illecito di rifiuti.
Come si legge nelle relazioni della Direzione investigativa antimafia, la ‘ndrangheta e i clan campani sono le organizzazioni criminali più radicate in regione. La prima è «tradizionalmente presente nel reggiano, e più recentemente nelle province di Parma e Piacenza ed in quella di Rimini (ove pure operano cellule di cosche crotonesi e reggine) con una strategia criminale tesa alla mimetizzazione nell’economia legale, a cominciare dal mercato edile ed immobiliare»; la seconda invece scorrazza in mezza regione.

E’ quanto emerge da “Cemento Spa”, il dossier di Legambiente presentato questa mattina a Genova e che offre un’inquietante panoramica macroregionale del malaffare che si annida nel ciclo del cemento. Un viaggio tra le regioni del Nord fatto di dati e di storie per capire quanto l’illegalità sia radicata e quanto sia importante estirparla.

Dunque, lo scenario che emerge da “Cemento Spa” richiede un’immediata assunzione di responsabilità e una profonda riconversione all’insegna della legalità, della trasparenza e della sostenibilità, ambientale ed energetica: dopo aver saccheggiato e impoverito il Mezzogiorno, i clan stanno sempre di più trasferendo il loro sistema d'imprenditoria criminale nel resto del Paese, sfruttando disattenzioni, sottovalutazioni del problema, vere e proprie complicità. C'è bisogno di una reazione forte e immediata da parte di tutti: dalle istituzioni a chi ha responsabilità politiche, dalle imprese ai cittadini."

Il dossier completo “Cemento spa” di Legambiente

mercoledì 28 settembre 2011

FdS Cervia: "nuovo attacco al patrimonio pubblico"


Il blog CerviaParla pubblica - senza guardare alle bandiere ed ai colori, ma solamente alle idee sostenibili - il comunicato stampa della Federazione della Sinistra di Cervia:

"Cervia - No alla distruzione della “Città Giardino”. La vendita del verde pubblico, e la distruzione delle aree verdi per fare cassa, sono errori strategici.

La Federazione della Sinistra di Cervia condivide con i cittadini l'allarme per la sistematica distruzione delle caratteristiche della “Città Giardino”.

Non si sono spente le polemiche per il deplorevole progetto di costruzione di un albergo a sette piani in una area venduta dal comune diversi molti or sono, che un nuovo attacco al patrimonio pubblico ci viene dal “Piano delle Alienazioni”.

Un'area verde, localizzata a Milano Marittima verrà messa all' asta per essere edificata. Decine di pini verranno abbattuti: un ulteriore passo nella distruzione di quella che un tempo era la “Città Giardino”.

E' lo spirito dei tempi, si dirà, esattamente come fa il governo nazionale, si pensa di pareggiare il bilancio distruggendo il territorio e vendendo beni pubblici.

La Federazione della Sinistra si opporrà al “Piano delle Alienzioni” con il proprio voto in Consiglio Comunale ; non è vendendo i beni comuni che si cura il pubblico bilancio. In alternativa proponiamo il contributo di soggiorno e la estensione dei parcheggi a pagamento; si tratta di provvedimenti strutturali e non di una tantum. Garantirebbero, questi provvedimenti, un gettito continuo anche nei prossimi anni.

Lanciamo un appello - conclude la FdS di Cervia - a tutte le organizzazioni ambientaliste affinché facciano sentire la loro voce contro questo provvedimento."

martedì 27 settembre 2011

Ambiente: da oggi siamo in debito... con i nostri figli


Il 27 settembre è l'Earth Overshoot Day: oggi l’umanità ha esaurito le risorse che la natura può fornire in un anno in maniera sostenibile. In altri termini, il nostro consumo di risorse naturali sorpassa la produzione naturale annua della Terra. Lo ha calcolato il Global Footprint Network. Quindi da oggi siamo a debito con la natura: non solo stiamo "semplicemente" consumando il paesaggio e quello che di bello c'è, ma anche il nostro futuro e quello delle generazioni a venire. Geniale.

giovedì 4 agosto 2011

Cervia: arriva Goletta Verde 2011 di Legambiente


Goletta Verde è la storica campagna di Legambiente per la salvaguardia del mare e delle coste italiane che dal 1986, ogni estate, attraversa i nostri mari per promuovere uno sviluppo sostenibile che valorizzi l'immensa risorsa di cui gode il nostro Paese.

Quest'anno Goletta Verde fa tappa a Cervia!

Sabato, 6 agosto 2011
ore 10.30

Conferenza Stampa
Consumo di territorio e nuovo cemento a Cervia
Proposte e idee per uno sviluppo sostenibile
Sala dei nuovi uffici comunali in Piazza XXV Aprile, Cervia
Con la partecipazione di:

Serena Carpentieri
Responsabile Nazionale “Goletta Verde 2011”

Lorenzo Frattini
Presidente Legambiente Emilia-Romagna

Massimo Serafini
Portavoce di “Goletta Verde”

Partecipa! Scarica il volantino e diffondi.

mercoledì 9 marzo 2011

Cervia: politica IDV e PD, "taglio delle radici"


Cervia. Giorno dopo giorno, la politica di PD-IDV a Cervia si mostra sempre più di corto respiro. Sembrano tagliare il ramo su cui sono seduti. Precisando che sul ramo ci sono i cittadini, non loro. Cittadini che con il cuore, l'anima e le proprie capacità hanno creato una località unica.

Ora sembra emergere che, oltre al ramo, PD e IDV stanno "tagliando le radici" di questa terra. Nel 2004 il programma del Geom.Roberto Zoffoli si proponeva come continuità con le precedenti amministrazioni del Comune di Cervia.

Nel programma di legislatura di allora venivano riportati concetti che letti oggi sembrerebbero scritti da questo blog. Nel corso della legislatura 2004, persi i verdi, escono dalla giunta i repubblicani. Entrano senza problemi invece quelli dell'Italia dei Valori. Prendendo una poltrona.
Successivamente nel programma di legislatura del 2009 i concetti espressi nel 2004 diventano appannati, a volte dimenticati. Esce coerentemente dalla giunta anche Rifondazione Comunista.

Nel 2004 nel programma di governo di Cervia si affermava testualmente: "Una città che sa rinnovarsi mantenendo un forte legame con il proprio territorio, la storia, la cultura, le tradizioni, è una città viva, capace di rispondere con prontezza ed efficacia ad ogni sfida. La nostra città ha saputo fino ad oggi fare questo: “rinnovarsi nella tradizione”, rivolgersi cioè al nuovo mantenendo saldo il legame con le proprie radici.
Nemmeno con la vertiginosa ascesa del turismo quale economia trainante, è stato interamente cancellato questo legame; anche durante le fasi di più intensa espansione Cervia ha saputo resistere alla allettante tentazione di omologarsi ai dilaganti modelli turistici del “divertimentificio”.
Questo atteggiamento nel lungo periodo è risultato vincente.
Cervia oggi può contare su un rilevante patrimonio naturale che le assicura una posizione di grande vantaggio rispetto ai Comuni limitrofi. E’ necessario incrementare tale patrimonio, senza erodere il capitale accumulato nel corso dei decenni, attraverso politiche lungimiranti che puntino alla valorizzazione e non al consumo del territorio, politiche che siano orientate al principio della sostenibilità e che perseguano il mantenimento di una identità forte della città, unico strumento di “riconoscibilità” e attrazione in un mercato turistico sempre più globale e competitivo.
Oggi il tema del consumo del territorio – e quindi del suo risparmio - diviene centrale anche nelle riflessioni sul nostro futuro immaginato seguendo una logica che va oltre i tempi di una singola legislatura amministrativa; ciò significa che la tutela del territorio deve divenire ancora più decisa anche in funzione di un offerta turistica e di qualità della vita per i residenti che non è più basata solo su termini quantitativi.
Occorre rafforzare il senso di appartenenza di una comunità, individuando una prospettiva di sviluppo per il lungo periodo capace di valorizzare le potenzialità e le risorse del territorio, assumendo la sostenibilità ambientale quale criterio fondamentale di riferimento.
Per far questo bisogna procedere in alcune direzioni: ristrutturando e accorpando invece di costruire di nuovo, creando spazi di “respiro” per le aree di pregio naturalistico..."


Nel 2009 si cambia in concetti banali del tipo: "Questo significa vedere per la città non un futuro di crescita e massificazione selvaggia e neppure una paralisi fine a se stessa di fruizione dell’ecosistema, quanto piuttosto uno sviluppo orientato al consolidamento e al miglioramento."

Concetti coma la "tutela del patrimonio naturale", da "incrementare" e non da "erodere" sembrano cambiare poco coerentemente in rifiuto di una "paralisi fine a se stessa di fruizione dell’ecosistema".

La politica di PD-IDV a Cervia non è cambiata semplicemente in peggio: è un'altra politica. La discontinuità politica c'è e rappresenta, nè più nè meno, il livello della politica attuale dei partiti a "futuro zero".
Occorre farsene una ragione.
La politica riparta dai cittadini.

sabato 11 dicembre 2010

Cervia: per il turista l'ambiente è al primo posto, carta canta


PD Cervia e IDV Cervia stanno portando a conclusione la variante al ricettivo, che porterà tanto nuovo cemento. Non occorre molto per prevedere che tali decisioni andranno ad impattare negativamente sull'ambiente, che a Cervia-Milano Marittima è rimasto di grande pregio. Finora.
Di parere contrario solo la stessa amministrazione comunale con un mini rapporto ambientale di appena 2 pagine allegato alla variante Prg n.29. Non si ha invece notizia di una seria Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Il geom.Roberto Zoffoli, Sindaco di Cervia, afferma che l'obiettivo è quello di offrire migliori servizi alberghieri e camere più spaziose. Per farci scegliere dai turisti. Non si consoce ancora sulla base di quali studi e sondaggi si sia potuto decidere che queste sono le priorità per i turisti.

Di sicuro invece sappiamo che recenti studi autorevoli della comunità europea (Flash Eurobarometer, Survey on the attitudes of Europeans towards tourism - Analytical report, Wave 2, n. 291, Commissione Europea) hanno definito che il primo elemento che influenza la scelta di una località turistica è invece l’ambiente.

Posto che le aree di pregio sono limitate, occorre scegliere:
o si tutela l'ambiente e il paesaggio ristrutturando l'esistente oppure si continua a costruire e consumare territorio. A danno dell'attrattività turistica ambientale e paesaggistica.

Il rischio è enorme a maggior ragione del fatto che si tratta di scelte irreversibili. Ha senso andare a compromettere l'elemento ambientale? Elemento strategico a cui viene rivolta la prima attenzione da parte di un terzo dei turisti.

Con questa premessa non si comprende l'elemento di urgenza invocato da PD Cervia e IDV Cervia, in base al quale è stata presentata questa ennesima variante prima dell'approvazione del PSC. Questa urgenza è determinata da una loro opinione personale o da incontrovertibili studi e analisi turistiche? Indipendenti possibilmente.

Se esiste una priorità documentata è invece quella di preservare l'ambiente. Non in modo fine a se stesso, ma per farci scegliere dai turisti. Carta canta.

Il blog CerviaParla.it produrrà in Comune i risultati di tali studi nelle osservazioni in merito alla variante n.29.

Meno cemento, più turismo.
Cervia.

giovedì 9 dicembre 2010

Cervia: assemblea sulla variante al ricettivo

Cervia Assemblea pubblica su variante al ricettivo
Cervia. Domani sera assemblea pubblica aperta ai cittadini, indetta dall'Amministrazione Comunale, su richiesta del Consiglio di quartiere di Milano Marittima. Si parlerà della variante al ricettivo. Assemblea con Istituzioni Comunali e cittadini, a cui dovrebbe partecipare anche il Sindaco geom.Roberto Zoffoli.

Peccato che l'ufficio stampa dell'amministrazione comunale non abbia ancora pubblicato un comunicato stampa per informare la cittadinanza di questa opportunità.

Il blog riceve da Antonio Antonelli e volentieri pubblica.

"A Cervia su richiesta del Consiglio di quartiere di Milano Marittima venerdì 10 dicembre, alle 20 e 30 presso il circolo tennis in via Jelena Gora si terrà una assemblea aperta a tutti i cittadini, alla presenza degli amministratori, sulla discussa variante 29 al PRG, la cosiddetta "variante al ricettivo".

La preoccupazione per l' aumento delle altezze e delle cubature (circa l' equivalente di 3 grattacieli), per l' accentramento delle proprietà e dei volumi nelle zone più verdi, nonché il rischio, creando grandi alberghi totalmente autosufficienti, di soffocare il tessuto commerciale che ruota attorno alla nostra "ospitalità diffusa" è grande..."


domenica 5 dicembre 2010

Cervia: il circolo vizioso del cemento


Il blog CerviaParla.it ha presentato ieri al termine della proiezione del film “Il Suolo Minacciato” i risultati dell’analisi condotta sulla politica territoriale degli amministratori del PD Cervia e di IDV Cervia nel nostro comune. Dai dati analizzati e dalla documentazione comunale esaminata, il blog propone un'ipotesi suddivisa in quattro fasi.

La conclusione è che siamo in presenza di una forte discontinuità nella gestione territoriale locale rispetto ai precedenti amministratori, che erano riusciti a preservare in buona parte un ambiente di pregio che piace tanto ai nostri turisti e che rappresenta anche le radici storiche dei cittadini cervesi. La propria terra.

Discontinuità che sembra avere avviato negli ultimi anni un circolo vizioso con la conseguenza, diretta o indiretta, di un aumento considerevole del cemento e di una perdita in termini di “valenza turistica e paesaggistica del territorio”.

In sintesi e con le ovvie approssimazioni di una generalizzazione, i passi sono i seguenti:

1)Alienazione patrimonio comunale
L’amministrazione comunale vende parte del patrimonio comunale, cioè dei cittadini. Anche terreni alberati in zone pregiate dalla forte valenza turistica a pochi passi dal mare; per fini edificatori. In tal caso gli effetti, diretti o indiretti, sono l’aumento del cemento, il consumo di territorio e il "fare cassa" sia con le vendite, che con i conseguenti oneri di urbanizzazione.

2)Piani urbanistici “perequativi”
La diminuzione della consistenza patrimoniale a bilancio dovuta alle "significative alienazioni" è “compensata” dagli effetti di una programmazione urbanistica “più legata alla negoziazione“ con il privato.

Si tratta della prassi attuativa dei piani urbanistici “perequativi”. L’amministrazione comunale, in altri termini, permette di costruire su terreni privati inedificati chiedendo e ricevendo in cambio a titolo gratuito porzioni di aree, che vengono acquisite a patrimonio pubblico.

Si tratta di aree inedificate per la realizzazione delle opere di pubblico interesse e poi ancora strade, marciapiedi, piste ciclabili, verde e parcheggi realizzati a servizio degli ambiti urbanizzati. In altri termini realizzati a seguito di nuovo cemento. Oltre agli oneri di urbanizzazione.

Da evidenziare che con questo genere di programmazione urbanistica si permette una nuova cementificazione del territorio e allo stesso tempo, quasi paradossalmente,si aumenta il verde pubblico a fronte della cessione a titolo gratuito sopra citata tra cui giardinetti e aiuole che vengono acquisti a patrimonio pubblico.

3)Nuovi investimenti comunali
Buona parte della “cassa” derivante dai ricavi patrimoniali e dagli oneri di urbanizzazione vengono utilizzati in nuovi investimenti. Taluni anche discutibili sull’effettiva utilità, che prevedono nuovo cemento e ulteriore consumo di territorio.

Comunque di questi investimenti è particolarmente soddisfatta la giunta comunale guidata dal Geom. Roberto Zoffoli. Il Sindaco stesso infatti prima delle ultime elezioni amministrative ha informato con visibile soddisfazione che gli investimenti realizzati dal 2004 al 2009 sono stati nell’ordine dei 90 milioni di euro, circa oltre 170 miliardi di vecchie lire.

Informazione che è stata diffusa anche all’interno di una pubblicazione voluta dal Sindaco dal titolo “Cervia:gli interventi attuati per migliorarla e i progetti per farla crescere”, nonché da una mostra allestita nell’aprile del 2009 in piazza Pisacane a Cervia. Pubblicazione e mostra interamente finanziate da alcune tra le più importanti imprese costruttrici.

4)Propaganda politica
Colpisce l’attenzione che nonostante l’elemento comune dei punti sopra riportati è, direttamente o indirettamente, un aumento del cemento, la propaganda politica riferita all'azione della giunta comunale, composta attualmente da PD Cervia e IDV Cervia, è quella di vantarsi di fare “meno cemento”. Sventolando, in modo incomprensibile a molti cittadini, la bandiera dell’ambiente.

Tra le argomentazioni poste ai cittadini, l'esibizione dei dati relativi all'aumento del verde pubblico.

Cervia-Milano Marittima è meravigliosa, ma considerato che il territorio è un bene finito e che le aree di pregio turistiche lo sono ancora di più, quanto potrà andare avanti un circolo di questo tipo?

A breve verrà messo online l’analisi completa condotta da questo blog con le slide proiettate ieri.

mercoledì 1 dicembre 2010

Ravenna: "Il Suolo Minacciato" e dibattito pubblico

Locandina Il suolo minacciato a Ravenna
Sabato 4 dicembre 2010, alle ore 17, verrà proiettato a Ravenna (Galleria Ninapì) in via Pascoli n.31 il film-documentario "Il Suolo Minacciato", vincitore dell'ultimo Premio ViaEmiliaDocWeb.

Il blog CerviaParla.it ha accettato con piacere l'invito a partecipare al pubblico dibattito su cementificazione del territorio e mobilità sostenibile.

Partecipano
Nicola Dall'Olio
Regista del documentario

Antonio Lazzari
Costituente Ecologista

Marino Previtera
CerviaParla.it

Serena Fagnocchi
Candidata alle Primarie del centrosinistra
per la Presidenza della Provincia di Ravenna


e con
Circolo Matelda Legambiente Ravenna

Federazione Italiana Amici Della Bicicletta


venerdì 19 novembre 2010

PD Cervia: "non dobbiamo concentraci solo su aspetti giuridici"

PD Cervia: non dobbiamo concentrarci solo su aspetti giuridici
Fare politica per un partito dovrebbe essere una cosa naturale. Dovrebbe.

In merito alle recenti problematiche delle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari, il PD di Cervia, tramite il suo segretario comunale Michele De Pascale, spiega in un comunicato riportato sulla stampa di ieri: "Non è possibile accettare che migliaia di imprese vengano sfrattate dalla mattina alla sera e la nostra risposta non deve concentrasi esclusivamente ad aspetti giuridici o tecnici, necessari ma non sufficienti. E' necessaria una battaglia per difendere le nostre aziende e la nostra economia turistica."

Ma, sintetizzando, non significa semplicemente che occorre fare politica per la gente? Non dovrebbe essere superfluo specificarlo in un comunicato di un partito politico?
Con una metafora, avete mai visto un albergatore fare il proprio lavoro concentrandosi esclusivamente sugli aspetti giuridici e tecnici?
Sarebbe invece più intressante sapere in cosa consisterà questa battaglia annunciata.

Concretamente, al momento, i cittadini sanno che PD Cervia e IDV Cervia ritengono di qualificare il turismo principalmente tramite il "cemento", alimentando - come scriveva Legambiente già nel 2008 - un'"assurda speculazione edilizia": la variante al ricettivo adottata da PD Cervia e IDV Cervia è stata definita "cruciale" da decisori politici. In arrivo oltre 66.000 metri cubi con ulteriore cemento, oltre ai volumi "ombra" di balconi e logge varie. Con l'aggiunta dei volumi che sarà possibile trasferire da un posto all'altro. Cementificando le aree più pregiate della nostra costa.

lunedì 15 novembre 2010

Cervia: amministrazione dinamica o politica turistica inesistente?

PD Cervia propone sanatoria
L'alternativa di governo in Italia è quella che ci viene mostrata a livello locale a Cervia? PD e IDV governano la città di Cervia e a detta loro, neanche a dirlo, sono dei bravi amministratori.

Pd e Idv si sono scagliati in questi ultimi anni a livello nazionale contro il centro-destra per i condoni e le sanatorie. Sono un'offesa nei confronti dei cittadini onesti, che rispettano le regole. Giusto.

Leggo sul "Corriere di Ravenna", cronaca di Cervia, un articolo dove si annuncia nel titolo una sanatoria sulle sanzioni agli street bar. Vuoi vedere che si tratta ancora una volta di Berlusconi & co.? Niente affatto.

E' lo stesso segretario del PD di Cervia, Michele De Pascale, che afferma: "Assistiamo a un'assunzione di responsabilità da parte degli operatori, che potrebbe indurre l'amministrazione comunale a riaprire un confronto per azzerare i contenziosi e le penalità pregresse."

Anzi spiega meglio: "Se l'Amministrazione ha dovuto applicare un sistema normativo rigoroso è perchè alcuni di loro hanno oltrepassato i limiti."

Intanto è curioso che chi parla in qualità di segretario di un singolo partito politico, possa indicare l'eventuale indirizzo dell'intera amministrazione comunale. Quello che però più preoccupa è cercare di capire quale sia la politica turistica di PD e IDV. In poche parole - per una località turistica - il futuro dei cittadini.

Da quanto sembra, le ordinanze avevano prevalentemente uno spirito in un certo senso repressivo rispetto a comportamenti di alcuni. Quindi regole certe e severe per colpa di pochi. Adesso però appare che le stesse sanzioni irrogate per avere trasgredito quelle regole non sono compatibili con una politica turistica locale di "sviluppo e occupazione".

A parte la solita frase della "qualificazione dell'offerta turistica", che vuole dire tutto e niente, qual'è concretamente la politica turistica a Cervia di PD e IDV?

Di più: sarebbe questo un esempio del principio di legalità di cui tanto parlano?

giovedì 4 novembre 2010

Cervia: variante al ricettivo bis, "indici di edificazione quadrupli"


Cervia. Il blog riceve l'intervento effettuato in sede di Consiglio Comunale di Cervia da parte del Consigliere Daniele Zamagna (Rifondazione Comunista) in merito alla variante al ricettivo bis.

Questo blog non è schierato. Non è nè di destra, nè di sinistra. Guarda solo alle idee e ai fatti. Tentando di andare oltre il fumo lanciato negli occhi dei cittadini. Qui parliamo però di un discorso concluso con un voto contrario alla nuova cementificazione. Siamo in presenza di fatti. Il blog Cervia Parla.it apprezza gli atti di coerenza politica e pubblica volentieri l'intervento ricevuto.

Daniele Zamagna esprime apertura per la qualificazione del ricettivo. Fatta però con il buon senso. Non misurandola con i metri cubi di cemento. La variante adottata sarà, se approvata in via definitiva, fortemente impattante per il territorio. Il Consigliere afferma la necessità di garantire la partecipazione dei cittadini, ricordando anche la petizione contro la cementificazione a Cervia promossa anche da questo blog. Petizione rimasta senza risposta da parte di PD Cervia e IDV Cervia.
Di più: vi è la preoccupazione che non sia stato previsto con precisione dove potranno andare gli oltre 66.000 metri cubi di cemento in più. Oltre ai trasferimenti di cubature previsti dalla variante stessa. Con possibile concentrazione del carico urbanistico prevalentemente su alcuni punti della città. Quelli di pregio e che rischierebbero di non esserlo più. A danno di tutto il settore turismo.
Viene espressa anche preoccupazione per la possibile penalizzazione delle piccole e medie strutture a favore di chi dispone di ingenti disponibilità finanziarie.
Zamgna ricorda anche che "la variante, così applicata, porterebbe indici di edificazioni quadrupli, rispetto a quanto concepito nel PRG originario, quello che ha consentito la salvaguardia, e la crescita turistica, del Comune di Cervia."

Alla faccia di uno sviluppo turistico sostenibile.

"Intervento del Consigliere Daniele Zamagna sulla Variante 29 al PRG

Signor Assessore, Signor Sindaco.
Siamo ben consapevoli che la qualificazione del ricettivo sia un punto qualificante ed irrinunciabile del programma di legislatura da noi sottoscritto.

Un obiettivo, che richiederebbe un esame sereno ed approfondito, rivolto ad analizzare la struttura economica della città, e le sue potenzialità.

Un obiettivo, che dovrebbe anche accogliere le preoccupazioni che da più parti si levano, per il mantenimento delle caratteristiche uniche della nostra città, in quanto a bassa edificazione e presenza di verde.

In altre occasioni analoghe, la maggioranza di cui facciamo parte, promosse una grande partecipazione di massa all’elaborazione fatta dal livello istituzionale competente.

Non così oggi, almeno sinora; qualche incontro con alcune categorie economiche ed alcuni imprenditori, non sostituisce un dibattito approfondito dentro la maggioranza, con i cittadini, nei consigli di quartiere, con l’aiuto magari di chi sta redigendo il PSC e con una documentazione accessibile.
Fare questo è ancora alla nostra portata.

Un’ulteriore prudenza ci viene suggerita dal fatto che, come si è detto, membri della maggioranza hanno presentato un'interrogazione in Consiglio Regionale, sulla Variante di cui stiamo discutendo.

Nell’interrogazione si chiede se la variante, come ci sembra, ometta di «individuare con precisione quali e quanti edifici o aree saranno coinvolti negli interventi consentiti», con il rischio di interventi «casuali e legati alle disponibilità economiche dei proprietari, senza essere guidati da alcuna verifica di tipo territoriale.».

La medesima interrogazione richiede una “Valutazione Ambientale Strategica”, secondo le procedure stabilite dal decreto legislativo n.4 del 16 gennaio 2008, e che la Regione giudicherebbe "obbligatoria".
Richiede inoltre alla Giunta Regionale se «sia legittimo adottare varianti di simile entità a un Prg da tempo non più coerente e adeguato con le norme regionali vigenti.». E, “ se si ritenga compatibile con i conclamati obiettivi di tutela ambientale e del territorio, l'ennesima variante che consente ulteriori aumenti di cemento.”.
Nel dubbio, riterremmo opportuno avviare le procedure relative.

Alle nostre obiezioni di metodo si sommano ulteriori preoccupazioni di merito:

A) Questa variante porterebbe le altezze consentite degli alberghi a 25 metri, con la medesima motivazione che ci ha portato recentemente a elevarle a 24 m: la necessità di utilizzare nuovi materiali nei tetti. Recentemente, Signor Sindaco, ha dichiarato che oltre cento aziende hanno usufruito della precedente variante. Non vediamo allora l’urgenza di questo aumento, mentre è evidente il danno ambientale che produrrebbe.

Non vorremmo, con tale innalzamento, alimentare la preoccupazione dei nostri cittadini che paventano un’involontaria sanatoria in favore di coloro che, si teme, abbiano ecceduto, in opere recenti, i limiti consentiti sinora dal PRG.

B) Agli aumenti di volumetria, previsti in un 5% complessivo, e che non giudichiamo positivamente, si sommerebbero in alcuni casi, dei volumi “ombra”, che non sono computati nei 66835 metri cubi di aumento previsti.

Di questi “volumi ombra“, non è prevedibile accertare in modo trasparente e certo, la quantità. Fra essi i “locali servizi” seminterrati.
Temiamo che questa crescita in profondità produca danni alla falda acquifera dolce, la cui alterazione causa problemi alla pineta, e che comportano forti spese per la collettività.

Di tali volumi extra, usufruirebbero esclusivamente gli interventi di demolizione, ricostruzione, o trasferimento; i più onerosi. Non approviamo di offrire, proprio a loro, queste volumetrie extra.

C) La variante, così applicata, porterebbe indici di edificazioni quadrupli, rispetto a quanto concepito nel PRG originario, quello che ha consentito la salvaguardia, e la crescita turistica, del Comune di Cervia.

D) Si dice che questa variante voglia premiare le piccole imprese. Dalla sua lettura possiamo notare che sarebbero favorite le grandi strutture ricettive, perché gli aumenti di cubatura concessi, sarebbero maggiori per chi svolge gli interventi più impegnativi.

Premiando trasferimenti ed accorpamenti, si incentiverebbe la vendita di piccoli alberghi e pensioni a grandi gruppi.

E) I trasferimenti sarebbero possibili anche a grande distanza, anche più di 2 km, con le ovvie e gravi conseguenze urbanistiche (concentrazione antropica, aumento del traffico e delle difficoltà di parcheggio, concentrazione degli ingombri volumetrici.)

Altri aspetti ci preoccupano, ma sinceramente temiamo che questa non sia la sede più consona per approfondire seriamente, e, eventualmente, emendare.

Mutamenti significativi della fisionomia della città, come quelli che potrebbero essere introdotti da questa variante, andrebbero esaminati nella più ampia cornice progettuale prevista dal PSC, per la cui elaborazione proponiamo un vero confronto con la cittadinanza.

Gli attuali aumenti di cubatura, fra l’altro, saturerebbero ogni disponibilità, esautorando in questo il PSC medesimo.

A nostro parere la nostra costa non può sopportare un metro cubo di cemento in più, salvo un’alterazione della sua fisionomia.

Riteniamo che la riqualificazione non debba essere identificata con aumenti di cubatura.

Pensiamo, fra l’altro, che non si possa trascurare il recupero dei molti edifici che una cementificazione fuori controllo ha lasciato, inutilizzati, nel nostro territorio.

La nostra preoccupazione è dunque grande, Signor Sindaco, e per questa ragione richiediamo di non votare la variante 29, bensì di iniziare, da questo dibattito, un percorso virtuoso che ci possa permettere di mantenere la nostra “città giardino “, consegnataci dai nostri predecessori, e che abbiamo il compito di salvaguardare.

Non vorremmo vederla trasformata in un “territorio metropolitano”.

In questa nostra richiesta non siamo soli:
Un gruppo di cittadini ha raccolto più di 1000 firme, in calce ad un documento che esprime una preoccupazione contro gli eccessi della cementificazione nel nostro territorio, e ha espresso la propria opposizione a questa variante.

Un altro partito, che appartiene alla nostra maggioranza, e che pur non ottenendo un consigliere, ha contribuito all’elezione del nostro Sindaco, chiede che “venga sospesa la discussione delle varianti previste per il prossimo Consiglio Comunale, e si promuova la più ampia discussione nell’ambito dei Consigli di Zona e presso la cittadinanza”.

Qualora non dovesse accogliere queste preoccupazioni, è evidente, per le cose che abbiamo detto, che ci resta la sola possibilità di un voto contrario alla 29."

martedì 12 ottobre 2010

Cervia: "meno cemento", PD e IDV alla prova del nove


A Cervia, PD e IDV lanciano il messaggio, direttamente o indirettamente, di avere diminuito il cemento. I cittadini che hanno visto, specialmente negli ultimi 7 anni, modificarsi il territorio con centinaia di sagome di edifici lievitare o comparire su aree prima verdi o anche alberate, evidentemente soffrono di allucinazioni. Ma molti cittadini non ci stanno e affermano di avere ragione: il cemento è aumentato e di molto. Come fare allora? Semplice, occorre basarsi sui dati.

Già, quali dati? E qui la cosa diventa sorprendente, perchè non si ha notizia di alcuna pubblicazione di dati relativi ai metri quadri o ai metri cubi costruiti nel comune di Cervia.

E' quantomeno curioso che PD e IDV che continuano a dichiararsi paladini dell'ambiente, pare che non abbiano documentato con i metri quadri costruiti "in meno" il loro operato. Dicono di avere diminuito alcuni indici di edificabilità. Bene! Allora complessivamente quanto si è costruito?

Non solo potrebbero mettere a tacere le opposizioni, ma guadagnerebbero la fiducia dei cittadini. E di conseguenza voti. Perchè non lo fanno allora?

Eppure anche le "Norme Tecniche di Attuazione alla variante Generale al P.R.G." di Cervia prevedono all'art.21 il "monitoraggio della variante generale al piano regolatore tramite il servizio informatico territoriale" E' previsto infatti che "il catasto urbanistico,...e i settori dell'Amministrazione comunale in possesso di dati di rilevanza urbanistica sono tenuti a renderli disponibili allo scopo di attivare il servizio informatico territoriale."

Tale servizio informatico territoriale ha il "compito di dare corso e gestire i progetti di monitoraggio". Viene disposto che sia operante presso il Comune o attraverso contratto di servizio stipulato dall'Amministrazione comunale.

E' evidente che questi progetti di monitoraggio sono fondamentali e permettono all'Amministrazione - recita il regolamento - di "sviluppare il controllo di diritto e di trasparenza dei propri atti urbanistici, affidato prioritariamente al catasto urbanistico, e il monitoraggio sistematico dell'attuazione della Variante generale e di eventuali altri strumenti di pianificazione urbanistica congiuntamente in vigore."

Considerata l'importanza di tale monitoraggio, si da per scontato che non solo i dati esistano, ma anche che siano tenuti sotto stretta osservazione. Anche alla luce dell'adozione dell'ulteriore variante al ricettivo dove è stato previsto, da quanto è dato a sapere, un sensibile aumento del carico urbanistico intorno ai 66.000 metri cubi oltre ai volumi "ombra" dei balconi e delle logge.

In ogni caso i metri quadri costruiti sarebbero facilmente desumibili non solo dai progetti edilizi presentati, ma anche semplicemente dalle schede relative al calcolo del contributo di costruzione dove gli interventi edilizi sono già distinti tra nuove costruzioni, ristrutturazione con aumento del carico urbanistico e ristrutturazione semplici. Con suddivisione dei metri quadri tra superficie utile e superficie non residenziale. E poi anche per zona, caratteristiche , tipologia e ubicazione. Tutto in un prospetto semplice, semplice. Di più: un comunissimo foglio di Excel.

PD e IDV avrebbero la possibilità di dimostrare a tutti, in maniera oggettiva, come hanno gestito la pianificazione del territorio. A detta loro, avrebbero fatto molto bene.
Perchè allora non divulgano i dati dei metri quadri costruiti mettendoli a completa disposizione dei cittadini?

giovedì 7 ottobre 2010

Appello della Costituente ecologista


Davide Fabbri, già consigliere Comunale dei Verdi di Cesena, scrive al blog e segnala che "anche a Cesena (così come in tutta Italia) si sta avviando il processo di superamento della Federazione dei Verdi, per intraprendere un percorso di nascita di un nuovo soggetto politico: un movimento per l’unità di tutti gli ecologisti."

A livello nazionale è nata la Costituente Ecologista, che lancia un appello.

Fino a prova contraria, i propositi sembrano davvero buoni. Questo blog sosterrà volentieri i progetti che condividono un idea di sviluppo sostenibile, ma si allontanerà senza indugio da chi dovesse utilizzare alcuni progetti apparentemente propositivi per fare unicamente marketing politico. Distinguere sarà molto semplice. Basterà seguire nel tempo la coerenza tra intenzioni dichiarate e fatti.

mercoledì 6 ottobre 2010

Cervia: la variante al ricettivo è un "provvedimento indifendibile"


Il blog riceve dal Comitato "Sinistra per Cervia" il seguente comunicato con richiesta di pubblicazione.

"PD ed IDV giustificano la variante al ricettivo dicendo che “era contenuta nel programma”, e quindi si starebbe onorando il patto con gli elettori.
In realtà, le indicazioni del programma erano abbastanza generiche, e non obbligano a fare una variante con questi connotati e con questi eccessi.

Si poteva anche approvare una nuova variante al ricettivo, ma in sostituzione delle precedenti (che quindi verrebbero abrogate): non sarebbe stata la soluzione ottimale, ma almeno si sarebbe evitato di sommarne gli effetti in termini di cementificazione.
Quella del programma ci sembra una motivazione debole e contraddittoria: ricordiamo che la coalizione di Zoffoli si era impegnata anche a ridurre il carico urbanistico nel territorio.

Programmi che vengono interpretati a fisarmonica, dunque, e in base alle convenienze del momento o agli interessi dei destinatari.
Riguardo al metodo, nessuno può millantare un coinvolgimento della cittadinanza:
I pochi momenti di confronto accessibili a tutti ci sono stati solo a settembre, quando la variante era ormai già scritta, ed anche alcune associazioni di categoria (Federalberghi) ne ignoravano i contenuti fino a pochi giorni prima dell’approvazione.

Ma per rimanere sulle motivazioni di questo provvedimento, vorremmo aggiungere un altro elemento che ci ha stupiti:
Si dice che bisogna ingrandire gli hotel perché “gli albergatori ne hanno bisogno e lo chiede il mercato”.
Ma non si è mai citata una ricerca statistica (ISTAT, Censis, ecc..) che abbia indagato questo bisogno da parte dei turisti, ma solo le richieste di una parte interessata dalla variante.
Questo è governare nell’interesse generale?
Se domani gli artigiani dicono che “hanno bisogno di ingrandire i capannoni”, l’Amministrazione Comunale glielo concede?
E se i commercianti o i privati cittadini dicono che “hanno bisogno di ingrandire le loro case e le loro attività”, il Comune farà un’altra variante per permetterlo?

Ribadiamo ancora una volta che si tratta di un provvedimento indifendibile, dove il Sindaco continua a non rispondere a molte obiezioni.
In tutto questo ci sembra davvero discutibile l’atteggiamento dell’Italia dei Valori, che ha appoggiato acriticamente la variante.
Si professano ambientalisti, ma votano per cementificare ancora di più Cervia.
Parlano di coinvolgere i cittadini nelle decisioni (contro la “casta”), e poi votano una variante scritta senza coinvolgere la cittadinanza.

Infine, vogliamo segnalare un episodio:
Mentre si stava preparando la variante senza informare i cittadini, veniva pubblicato su internet un progetto, consistente nell’ampliamento di un famoso hotel di Milano Marittima.
Quando la cosa è diventata di dominio pubblico, nel giro di pochi giorni il progetto in questione è sparito dal web.
Non possiamo dire se il progetto “oscurato” sia un frutto “precoce” della nuova variante, ma sicuramente siamo di fronte ad un fatto alquanto curioso.
Sinistra per Cervia"