mercoledì 26 settembre 2018

Legambiente: Puliamo il Mondo 2018 è anche a Cervia!


Il Comune di Cervia in collaborazione con il Circolo Legambiente Cervia-Milano Marittima sarà impegnato insieme ai bambini delle scuole ed ai volontari a pulire le dune sabbiose naturali tra la spiaggia e la pineta. L’appuntamento è per venerdi 28 settembre 2018 - Orario: dalle 10.00 alle 11.45 con ritrovo all’inizio della pinetina all’angolo di Via De Amicis e Lungomare Deledda. In caso di maltempo l’iniziativa sarà rinviata a venerdi 5 ottobre.

lunedì 23 luglio 2018

Legambiente: alberghi a 30 metri, PSC di Cervia da rivedere


Appello al Consiglio Comunale:
ambientalmente insostenibili molte delle scelte del PSC e del RUE di di Cervia.

In presenza di criticità ambientali accertate quali subsidenza, intrusione salina, ingressione marina ed erosione costiera, il futuro del territorio cervese non potrà certo essere garantito da politiche che permettono alberghi di 30 metri di altezza e interrati scavati all’interno della falda acquifera oltretutto anche in zone già definite “potenzialmente interessate da alluvioni frequenti”.

“La fascia costiera è un'area d’importanza strategica poiché ospita uno dei più grandi sistemi turistici del paese. L'elevata pressione cui è sottoposto questo sistema fisico ha aggravato fenomeni naturali quali la subsidenza, l’ingressione marina, l’erosione delle spiagge e gli allagamenti durante le mareggiate, mettendo in pericolo sia gli abitati sia le attività esistenti. L'area costiera è esposta anche al rischio di allagamento ad opera delle piene fluviali dei territori posti alle quote più basse e alla contaminazione delle acque dolci di falda per effetto dell'intrusione delle acque salate marine.” Non sono parole degli ambientalisti allarmati, ma comprovate affermazioni dell’amministrazione comunale contenute nella relazione del PSC.

In tale contesto Legambiente Cervia esprime tutta la propria preoccupazione per molte delle scelte adottate dal Comune di Cervia all’interno del PSC, (piano strutturale comunale), del RUE, (regolamento urbanistico ed edilizio) e del Piano di classificazione acustica: gli strumenti urbanistici che dettano le nuove regole per l’utilizzo ed il disegno del territorio cervese.
Tali scelte non sembrano infatti compatibili con uno sviluppo ambientalmente sostenibile della costa.

Non si comprende ad esempio che senso abbia una politica che permetta alberghi di 30 metri di altezza in porzioni del territorio costiero già fortemente costipate da un punto di vista edilizio. Anche confinanti con l’arenile e con le pinete.

Incomprensibile inoltre la possibilità lasciata ancora in molti casi di realizzare locali interrati che impattano con la falda freatica già colpita dalla criticità dell’intrusione salina. Arrivando addirittura a prevedere l’assurda possibilità in taluni casi di realizzarli anche in aree di potenziale allagamento o potenzialmente interessate anche da alluvioni frequenti, purchè “meccanizzati ed inaccessibili alle persone”.

Anche gli interventi ammessi al confine con la Pineta di Cervia in prossimità della via Jelenia Gora sembrano aggravare decisamente la pressione antropica già presente sul sito di interesse comunitario della Pineta di Cervia, che si trova già in condizioni depresse.

La struttura urbanistica della città giardino con le villette immerse nel verde, per quello che è rimasto, risulta a forte rischio per le trasformazioni edilizie non più regolate da indici e con la possibilità di edificare in adiacenza tra terreni confinanti, oltre alle altezze delle case che in certi casi potranno arrivare ai 12,80 metri.

Il progetto delle reti ecologiche appare carente anche con particolare riferimento al Canalino di Milano Marittima che rappresenta l’unico vero e storico corridoio ecologico che collega la Salina, la Pineta di Cervia ed il mare. Concessa invece dall’amministrazione comunale la possibilità di edificare alla 1° Traversa fino a 30 metri di altezza. Un mezzo grattacielo che toglierà l’ultimo varco visuale in prossimità del Canalino di Milano Marittima e sarà a ridosso della Villa dell’Idrovora e relative pertinenze posta sotto tutela dal Soprintendente Regionale per le caratteristiche storiche culturali.

Eccessivo il nuovo cemento previsto nelle parti di territorio - prevalentemente nella zona di Pinarella e Tagliata - che saranno oggetto di trasformazione intensiva per l’espansione del tessuto urbano.

Si ritiene inoltre che con le nuove regole l’amministrazione comunale permetta una eccessiva impermeabilizzazione del terreno riducendo così la possibilità di ricarica della falda acquifera con particolare riferimento alla zona di protezione delle acque sotterranee in ambito costiero istituita dalla Provincia.

Tutto questo in un contesto di “estrema fragilità dell’ambiente costiero, sia sotto l’aspetto idraulico che da un punto di vista idrogeologico”, come afferma anche lo studio di incidenza ambientale contenuto nel PSC stesso.

Ci domandiamo come fa l’amministrazione comunale ad ostentare ottimismo per le nuove regole di pianificazione riguardo alla sviluppo futuro del territorio, quando la stessa afferma per esempio all’interno del fascicolo del Psc: “La Pineta di Pinarella è oggetto di fattori limitanti che tendono a stabilizzare verso il basso lo status ecologico del nodo; una sua eventuale evoluzione verso valori più elevati dovrebbe prevedere la rimozioni di buona parte dei disturbi antropici presenti, ma tale operazioni appare complessa e di difficile praticabilità.”
Più che ottimismo, pare una grave rassegnazione.

E preoccupa non poco la visione paradossale dell’amministrazione comunale che vede le altezze contenute delle case - caratteristica peculiare e distintiva della città giardino - come elemento di contrasto rispetto a quelle decisamente superiori degli alberghi e non il contrario come logicamente ci si aspetterebbe. Viene infatti così descritto il sistema insediativo urbano consolidato relativo alla città di Cervia e alle frazioni di Milano Marittima, Pinarella e Tagliata: “Si tratta di un tessuto caratterizzato in prevalenza da edifici residenziali di altezza contenuta (2-3 piani), che contrastano con gli edifici alberghieri, concentrati prevalentemente sulla costa, di altezza spesso superiore a 4 piani.”

La nostra associazione esprime pertanto forte delusione e preoccupazione per i risultati prodotti dall’amministrazione comunale in un percorso iniziato nel lontano 2011 e che dura ormai da 8 anni. Per capire quanto tempo è trascorso basti pensare che nel frattempo è cambiata addirittura la legge urbanistica regionale. Tale ritardo non è proprio un dettaglio considerato che la nuova pianificazione comunale avrebbe dovuto dettare rapidamente le regole per la salvaguardia delle zone ad alto valore ambientale, biologico, paesaggistico e storico.

Nel frattempo in tutti questi anni l’amministrazione comunale ha continuato invece ad approvare molte varianti al vecchio Piano Regolatore Generale, permettendo nuove pesanti cementificazioni del territorio. La nostra associazione è intervenuta con costanza presentando all’interno dei procedimenti urbanistici le proprie argomentate osservazioni all’amministrazione comunale, per chiedere scelte ambientalmente sostenibili. Purtroppo senza trovare sostanziale ascolto.

Legambiente è stata anche l’unica associazione ambientalista a presentare le proprie osservazioni al Psc, accolte parzialmente dalla Provincia, con la precedente amministrazione. Ciò nonostante la nostra associazione non è stata nemmeno interpellata o almeno informata, nel momento in cui l’attuale giunta comunale ha definito il cosiddetto “restart del Psc”. Il motivo sarà da approfondire, ma stante tale quantomeno assenza d’interesse nei nostri confronti, la nostra associazione presenterà pertanto le proprie osservazioni direttamente alla Regione, alla Provincia e agli altri enti competenti.

Nel complesso il quadro conoscitivo proposto dall’amministrazione comunale di Cervia rappresenta una situazione con criticità ambientali importantissime, che se mal gestite comporteranno dei danni irreversibili al territorio con particolare riferimento al sistema della costa. Per questo la nostra associazione fa appello al Consiglio Comunale chiedendo di rivedere le strategie e le regole urbanistiche in via di approvazione ed intervenendo senza ulteriori ritardi con scelte responsabili di effettiva salvaguardia del territorio.

venerdì 3 marzo 2017

Legambiente: legge urbanistica regionale dalla parte del mattone


Legambiente sulla legge urbanistica di Bonaccini

Negoziazione a senso unico: prevalsi gli interessi del mattone


Sul consumo di suolo solo passi indietro nei mesi di dibattito. L’associazione esprime forte delusione e punta al dibattito in consiglio

Forte delusione di Legambiente per il nuovo testo di legge urbanistica approvato dalla Giunta Bonaccini dopo alcuni mesi di confronto.
L’associazione aveva segnalato da subito la necessità di ridurre gli spazi che la legge garantisce al consumo di suolo e di fissare un limite certo rispetto alle molte deroghe presenti.

Nel percorso che ne è seguito, le deroghe sul consumo di suolo sono cresciute anziché ridursi a conferma che la Regione ha inteso la negoziazione con il mondo produttivo e non con le esigenze di salvaguardare un bene finito come la campagna.

Maglie che si sono allargate a cominciare dal periodo transitorio “franco” in cui varranno procedure edilizie semplificate senza che viga contemporaneamente un limite al consumo di suolo.
Un periodo transitorio pericolosissimo che al momento della presentazione del primo testo era di 3 anni mentre, come sancito nel testo approvato lunedì, ora si specifica che saranno 5 gli anni.

Un altro caso emblematico è la deroga agli ampliamenti delle attività economiche esistenti, che non vengono contabilizzate dal limite del consumo di suolo.

Nelle prime versioni il testo derogava solo gli interventi di ampliamento o ristrutturazione di insediamenti produttivi esistenti, mentre in quella approvata si parla di ampliamento, ristrutturazione, “di nuova costruzione”, non solo nei lotti contigui ma genericamente di aree “circostanti, ovvero in aree collocate in prossimità delle medesime attività economiche”. Definizione che apre le porte alla deregolamentazione più spinta. Basterà in futuro vedersi riconosciuto un piccolo lotto in zona agricola, per avere poi la possibilità di espansioni in deroga.

“Sono arretramenti vergognosi – sottolinea Lorenzo Frattini Presidente di Legambiente Emilia Romagna – La Regione rivendica un percorso di confronto, ma a questo punto bisogna dire che sul lato del consumo di suolo ha prevalso solo l’interesse del mattone”

Anche sullo sprawl dalla legge non arriva un’indicazione chiara. Al riguardo nel testo si dice che i nuovi insediamenti al di fuori del territorio urbanizzato devono evitare “il più possibile” la dispersione insediativa. Una frase che rimane nel campo delle buone intenzioni la cui applicazione dunque è lasciata alla buona volontà.
Purtroppo l’applicazione disastrosa dell’attuale legge regionale 20/2000 ci ha insegnato che le frasi generaliste sono sempre state interpretate in senso deleterio dalle amministrazioni locali, strette tra esigenze di bilancio e pressioni dei gruppi economici.

Anche dal punto di vista strettamente urbanistico l’approccio della legge è stato criticato da molti addetti ai lavori perché risulterebbe troppo deregolamentante e dunque non in grado di garantire un disegno pubblico e condiviso dello sviluppo della città.
Solo un vincolo rigido sul consumo di suolo, affiancato ad una disciplina semplificata applicata alla rigenerazione urbana e poche altre casistiche ben definite avrebbe ridotto questo pericolo.
Com’è oggi la legge conferma purtroppo il timore di una disarticolazione delle tutele.

Unica nota positiva degli ultimi mesi, il recepimento chiaro negli strumenti urbanistici dei temi del rischio climatico e idraulico e il tema della delocalizzazione di edifici a rischio.

In vista del dibattito consigliare Legambiente avvierà il confronto direttamente con le forze politiche per portare alle modifiche sperate e avvierà una campagna di adeguata informazione ai cittadini.

Photo credit: poluz via Visual hunt / CC BY-NC-SA

lunedì 19 dicembre 2016

Legambiente: un tetto subito al consumo di suolo!

Stop al consumo di suolo in Emilia-Romagna a partire da oggi e non dal 2020. Fissando subito il perimetro del territorio urbanizzato.

La proposta di legge urbanistica che la Giunta Regionale intende votare pone un tetto del 3% al consumo di suolo rispetto a quanto già costruito, ma il vincolo scatterà non prima del 2020 (e con tantissime deroghe): nel frattempo il consumo di suolo non sarà "contabilizzato".
Rischiamo di assistere a 4 anni di corsa alla lottizzazione.
Chiedi anche tu di rivedere una legge che ipoteca il futuro di tutti! Firma la petizione online su Legambiente Cervia

Il disegno di legge della nuova legge urbanistica presentata dalla Giunta regionale dell’Emilia Romagna in questi giorni non arriva in fondo al tema del consumo di suolo, ma si ferma a metà strada.
Una via di mezzo, con troppe deroghe che vanificano l’impianto di fondo del testo, e la possibilità di un ampio margine per consumare suolo. Un risultato sicuramente non sufficiente per una regione che negli ultimi decenni ha consumato enormi quantità di territorio, sia per superficie complessiva che per grado di dispersione insediativa. Un risultato sicuramente contraddittorio per una regione che, almeno in teoria, punta sull’agroalimentare, come settore trainante dell’economia.

Il testo della norma presenta certamente scelte importanti che Legambiente richiede da tempo. Primo tra tutti l’azzeramento delle previsioni urbanistiche dei Piani tre anni dopo l’approvazione definitiva della legge (a fine 2021 probabilmente) e, successivamente a questa data, la fissazione di un tetto al consumo di suolo. Ma questo non consentirà di ridurre il consumo di suolo ad un quarto delle previsioni attuali, come affermato nei comunicati della Regione.

Il tetto fissato dalla Regione, infatti, non vale per una lunga serie di interventi in deroga che non vengono contabilizzati, impedendo quindi di valutarne l’entità. Tra tutti questi interventi, preoccupano soprattutto le realizzazioni di “interesse pubblico”, definizione generica che in questi anni ha permesso a molte lobby di ottenere il via libera a progetti inutili e dannosi tramite i famigerati accordi di programma.
Inoltre, non è previsto nessun obbligo di compensazione ambientale o di “saldo zero” per le future espansioni sul suolo vergine, un aspetto che Legambiente ha sempre richiesto come necessario per disincentivare economicamente il consumo di suolo.

Infine, nei prossimi tre anni la legge non pone limiti quantitativi alla riconferma delle previsioni passate, che assommano, per ammissione della Regione stessa, a 250 kmq., pari a 50.000 campi di calcio.
Troppe quindi le discrezionalità presenti nel testo, e le opportunità di deroghe concessa ai Comuni, che negli ultimi anni sono state ampiamente utilizzate e manipolate da gruppi economici e poteri forti. L’esperienza di applicazione dell’ultima legge urbanistica della regione, infatti, dimostra che tutto quanto era interpretabile è stato costantemente utilizzato per consumare quanto più suolo possibile.

Chiediamo dunque che nel percorso che porterà al voto in Assemblea Regionale, si correggano queste contraddizioni inserendo i giusti meccanismi di tutela del suolo, e fissando un rigoroso e restrittivo sistema di deroghe così da limitarne l’utilizzo.
Chiediamo che la legge dell’Emilia Romagna possa essere un modello per il Paese, non una scelta di compromesso.
Firma la petizone online!

venerdì 2 dicembre 2016

Referendum: investono soldi per farti votare sì

Stavo guardando questo video a favore della Costituzione, a favore del No. Ad un certo punto sul video mi viene la scritta di votare Sì. Incredulità. Poi mi accorgo che si tratta di una pubblicità pagata a Google. Sembra un vero e proprio lavaggio del cervello. A pagamento. Conferma che dietro ci sono interessi forti, molto forti. E francamente mi convince, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che ora più che mai è necessario difendere i nostri diritti di cittadini votando No. #ioVotoNo

lunedì 28 novembre 2016

Referendum del 4 dicembre: io voto no



Sui contenuti della riforma costituzionale si è scritto moltissimo. E' di tutta evidenza che l'assetto costituzionale cambierebbe sì, ma in peggio. Renzi invece assicura che la modifica della Costituzione porterà solo benefici.
Ma è credibile?

Un piccolo esempio che però la dice lunga. Secondo "il Giornale" del 18/10/16, Renzi dichiarava su facebook in occasione dell'arrivo su Marte della sonda Schiapparelli: "Il nostro Paese vive un’altra pagina di orgoglio. L’Europa infatti arriva su Marte, con una missione a leadership italiana e la sonda Schiaparelli".

Peccato che la sonda si sia schiantata e disintegrata su Marte. Per poi scoprire inoltre che, secondo quanto riportato da Repubblica.it, i test erano stati "affidati a una ditta inesperta". Così si è schiantata la sonda Schiapparelli. Renzi sapeva di cosa parlava?

Il mio orgoglio italiano è sincero. Per questo io voto no. 

mercoledì 21 settembre 2016

Legambiente: Puliamo il Mondo 2016 è anche a Cervia!


Il Comune di Cervia in collaborazione con il Circolo Legambiente Cervia-Milano Marittima sarà impegnato insieme ai bambini delle scuole ed ai volontari a pulire le dune sabbiose naturali tra la spiaggia e la pineta. L’appuntamento è per venerdi 23 settembre 2016 - Orario: dalle 10.00 alle 11.45 con ritrovo all’inizio della pinetina all’angolo di Via De Amicis e Lungomare Deledda. In caso di maltempo l’iniziativa sarà rinviata a venerdi 30 settembre.