mercoledì 8 ottobre 2008

Mappa nuove costruzioni


Parlando di un ulteriore terreno comunale dei cittadini messo all'asta dal Consiglio Comunale su proposta della Giunta Comunale di Cervia, il giornalista Tommaso De Biase scrive sul Resto del Carlino del 14/6/08 nell'articolo intitolato "All'asta un'area pregiata per 2.6 millioni di euro" :
"E' facilmente prevedibile che nel lotto in questione venga costruito uno dei tanti condomini che stanno spuntando come funghi dopo il temporale nel territorio del Comune, campagne comprese. Per far posto a quelle anonime costruzioni vengono demolite graziose villette edificate dagli anni '50 agli anni '70. Il piano regolatore tutela le ville stile liberty, costruite negli anni '20 e '30, ma non quelle degli anni seguenti. E' opinione corrente che sarebbe opportuna una norma intesa a salvaguardarle prima che scompaiano completamente."

Per farci un'idea indicativa dell'entità del fenomeno dell'attività edilizia nel Comune di Cervia e senza alcuna pretesa di dare una risposta scientifica, abbiamo rappresentato graficamente una selezione di 411 pratiche edilizie nel Comune di Cervia per lo più relative a costruzioni di nuovi fabbricati (su terreni liberi o previa demolizione di edifici preesistenti) estratte tra le oltre 7000 con posizione d'archivio da gennaio 2004 a luglio 2008. Questo significa che per gli oltre 4 anni e mezzo considerati si è autorizzato in media una di queste pratiche ogni circa 3 giorni lavorativi.
Nella mappa non abbiamo preso in considerazione le oltre 500 ristrutturazioni, ma "solo" una parte delle pratiche per le quali l'amministrazione comunale ha dato una concessione o un permesso a costruire e quindi relative per la maggior parte a nuovi fabbricati.

Il problema non è comunque solo di capire quante nuove costruzioni siano state permesse, ma piuttosto quello di comprendere se questi numerosi interventi (rapportati al territorio) rispettino e garantiscano il delicato, ma importantissimo equilibrio tra gli elementi di naturalità e le attività ricettive e turistiche. Credo che sia, oltre che nella mente, anche nel cuore di tutti che uno dei principali punti di forza del turismo cervese rispetto ai suoi concorrenti sia l'avere salvaguardato negli anni una meravigliosa e caratteristica natura che si armonizza, per la maggior parte, con i servizi offerti dagli operatori turistici. Non si tratta di una battaglia da ambientalisti, ma dell’attenzione ad un delicato ed importante equilibrio tra ambiente, turismo, commercio, finanza ed economia. Ritengo che sia principalmente questo equilibrio che generi, direttamente o indirettamente, a Cervia ricchezza e benessere diffuso.

Note:
I segnaposto sulla mappa hanno la funzione di indicare approssimativamente la zona/quartiere e non la posizione esatta dell'immobile. Le pratiche senza indirizzo sono state collocate simbolicamente nei pressi della piazza centrale di Cervia. La rappresentazione è ovviamente senza fini statistici e non ufficiale. La fonte dei dati è il
registro online delle pratiche edilizie del Comune di Cervia.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma quanto hanno costruito... e ancora...

cinzia ha detto...

sono una cervese e mi piace molto ilmio paese m vedo che adesso lo sanno rovinando per fare tutto cemento mi dispiace molto mi ricordo che cervia era bella cn tanto verde e' proprio vero che gli anni passano per noi ma anche per la citta' speriamo che si fermino perche'non e'giusto fare tutto cemento grazie

Anonimo ha detto...

Appello ai candidati Sindaco al Comune di Cervia sulla tutela dell’ambiente dagli eccessi della cementificazione.

Qualsiasi politica amministrativa che intenda salvaguardare e valorizzare il nostro territorio, non può non partire dal riconoscimento dell’evidenza conclamata che gli eccessi della cementificazione sono un’emergenza su tutto il territorio nazionale, che anche la costa adriatica ne soffre, e che anche nella nostra città la situazione rischia di andare fuori controllo. Per alcuni cittadini, sensibili ai temi ambientali, fuori controllo lo è già.

Questo accade anche in ragione di normative e politiche nazionali che lasciano pochi strumenti agli amministratori locali e ai cittadini per difendersi. Le recenti affermazioni del Capo del Governo sulla concessione di aumenti di cubatura non diminuiscono certo le preoccupazioni in questo senso. La minaccia per l’ambiente rappresentata dal tentativo di rilanciare l’economia utilizzando una deregolamentazione delle edificazioni è un pericolo imminente dal quale difendersi anche con serie ed agguerrite politiche locali.

A questo quadro problematico va aggiunto il problema evidente rappresentato dal fatto che buona parte degli introiti dei comuni sono dovuti ad oneri di urbanizzazione. Le amministrazioni sono portate a svendere il loro territorio per mantenere le loro attività, e questo porta conseguenze potenzialmente gravi.
Occorre una scelta responsabile; non è possibile considerare, in una politica che salvaguarda l’ambiente, questo introito come una voce strutturale.

Inoltre, le nuove forme di finanziamento, quali la cessione di territorio in cambio di beni e servizi, o il “Project Financing “, di cui il ponte sullo stretto di Messina è l’esempio più mostruoso, purtroppo determinano, anche nella realtà locale, uno scambio ineguale che non tutela il bene comune.

La nostra regione, e anche la nostra costa, come ci ricorda in maniera documentata Roberto Saviano, sono divenuti, grazie all’edilizia, sede del riciclo di danari provenienti dalle attività illegali della malavita organizzata.


La difficoltà, ma anche la mancanza di decisione, nel porre regole certe, trasparenti e soprattutto efficaci, ha prodotto gravi danni alla fisionomia del territorio, cui non sarà facile porre rimedio.

Gli esempi purtroppo non mancano. E’ sufficiente osservare il primo parcheggio multipiano edificato a Milano Marittima, o percorrere il nostro Lungomare, il Viale Due Giugno, o guardare la zona artigianale dalle saline per rendersi conto che qualcosa è stato insufficiente nella nostra politica di tutela dell’ambiente.

E’ evidente che le regole poste non si sono rilevate adeguate ad affrontare il problema.


E’ auspicabile dunque che vengano definiti dei limiti nettissimi all’utilizzo del territorio, limiti trasparenti e verificabili da ogni cittadino, perché, in assenza di questi limiti, nemmeno la migliore buona volontà degli amministratori, e nemmeno la vigilanza dei cittadini attenti, potranno ottenere risultati, come è dimostrato dall’esperienza di questi anni.

E’ auspicabile che il nuovo piano edilizio sia disegnato con criteri semplici che non prevedano varianti, e che i trasferimenti di cubatura vengano fortemente limitati e regolamentati, se non banditi, allo scopo di evitare che si verifichino altre volte fenomeni edilizi come quelli osservabili alla settima traversa e altrove.

E’ auspicabile che il dibattito esca dal gioco delle parti di una maggioranza che si sente obbligata a difendere rigidamente ogni suo atto e di un’opposizione che non si espone nel fare proposte concrete.

E’ auspicabile che chi si candida a guidare il governo della città, dica parole chiare su questo argomento, indipendentemente dallo schieramento politico cui appartiene, parole che costruiscano la base di un dibattito franco e trasparente. E’ auspicabile che gli atti siano conseguenti con le parole.

Antonio Antonelli, Viale Matteotti 93, 48016 Cervia.

Anonimo ha detto...

I sindaci della Romagna stanno distruggendo il nostro territorio !
Chi li puo' fermare!!!
Il problema e' che i comuni con i soldi degli oneri di urbanizzazione fanno cassa,piu' cemento piu' soldi.
Andra' avanti cosi fino a quando la popolazione non prendera' coscienza!!
MENO CEMENTO PIU'TURISMO