martedì 24 marzo 2009

La Certificazione Emas come risposta alla "cementificazione"?


Si è più volte ricordato che l’area del Comune di Cervia presenta una natura di grande pregio.

Il fatto (certamente positivo) di avere conseguito la certificazione ambientale Emas - più volte "esibita" dai decisori politici cervesi in opposizione alle critiche di una cementificazione eccessiva - sembrerebbe però non essere una risposta completa e risolutiva a tali contestazioni, oltre che alla denuncia di Legambiente, che ha consegnato all’amministrazione comunale di Cervia la Bandiera Nera 2008 per "continuare ad alimentare una assurda e dannosa speculazione edilizia (e un enorme consumo di suolo)".

Infatti in molti - tra cui le stesse pubbliche amministrazioni confrontatesi nell’ambito dell'Open Group TANDEM3 - hanno rilevato dei limiti importanti nell’applicazione del Regolamento Emas e nella conseguente certificazione per quanto attiene alcune aree importanti d'intervento della pubblica amministrazione, tra cui vi sono anche quelle maggiormente legate ai problemi della speculazione edilizia.

Ma andiamo per ordine. L’obiettivo della certificazione Emas consiste nel promuovere costantemente il miglioramento delle prestazioni ambientali. EMAS è rivolta nei confronti di qualsiasi organizzazione del settore privato, ma anche pubblico. Le stesse regole di certificazione valgono sia per gli uni che per gli altri. Per questo motivo si tende, in maniera limitativa, ad identificare la pubblica amministrazione con un’impresa erogatrice di servizi piuttosto che con un’amministrazione in grado di incidere sul territorio mediante scelte politiche e programmatiche.

Ciò si traduce spesso nell’ elaborazione di Programmi Ambientali che riportano esclusivamente o prevalentemente obiettivi di miglioramento relativi agli aspetti ambientali diretti (monitoraggio dei consumi idrici ed energetici, incremento della raccolta differenziata degli uffici, monitoraggio dei consumi di carta, acquisti verdi quali prodotti ecocompatibili per usi igienico-sanitario, attività di formazione e sensibilizzazione ecc).

In altri termini le PA e gli enti locali, in generale, si concentrano maggiormente - per quanto attiene alla certificazione EMAS - sugli aspetti ambientali legati alle proprie strutture e all’erogazione di alcuni servizi (aspetti diretti), anche se sono gli aspetti ambientali “indiretti”, e in special modo quelli derivanti dalle politiche di pianificazione e al governo del territorio, ad assumere una rilevanza maggiore rispetto all’ambiente.

Sarebbe fondamentale quindi, come proposto dell’Open Group TANDEM3, un Programma Ambientale che contenga obiettivi ed azioni di miglioramento relativi a tematiche quali, ad esempio:
1. Pianificazione territoriale e di settore; mobilità
2. Gestione del territorio in condizioni straordinarie
3. Accordi con gli altri soggetti presenti sul territorio
4. Strumenti di supporto alle politiche ambientali

Tra le competenze principali degli Enti Locali infatti rientra decisamente la pianificazione del territorio con i relativi Piani Regolatori Generali, varianti generali o parziali, piani particolareggiati, piani territoriali provinciali; piani del parco, ecc.

Le scelte effettivamente concretizzate nei documenti di pianificazione dovrebbero rispecchiare le politiche di sostenibilità dichiarate dall’Ente, che possono essere oggetto di modifiche o varianti nel tempo. La PA potrebbe ad esempio ottimizzare l'obiettivo di miglioramento ambientale inserendo nuovi criteri o strumenti, così come accrescere o ottimizzare i vincoli di tutela di particolari aree di pregio.

In conclusione, i Programmi ambientali risultanti dall’applicazione del regolamento EMAS fermo all'anno 2001, non considerano o considerano in modo non prevalente gli aspetti ambientali "indiretti", che sono invece quelli maggiormente legati ai problemi della speculazione edilizia.

Alcuni comuni in attesa che venga integrato il Regolamento Emas hanno deciso quanto meno di aderire spontaneamente al documento “Posizione comune da adottare in merito ai criteri di predisposizione delle Dichiarazioni Ambientali delle Pubbliche Amministrazioni” redatto solo lo scorso anno dalle pubbliche amministrazioni che si sono confrontate nell’ambito del Open Group TANDEM3.

Con questa premessa, sarebbe interessante sapere se il Comune di Cervia, in fase di attuale rinnovo della certificazione EMAS, vorrà aderire alle raccomandazioni dell’Open Group TANDEM3 e se gli elementi ivi previsti, quale la pianificazione del territorio, saranno tutti oggetto di valutazione e monitoraggio al fine di predisporre il piano delle opportune azioni di miglioramento ambientale.

Attualmente a Cervia gli obiettivi di miglioramento sono relativi per lo più agli aspetti “diretti” di erogazione di servizi. Gli obiettivi sotto elencati, seppur apprezzabili, appaiono scarsamente o per nulla attinenti al problema della “cementificazione”:
1) Raggiungimento della quota del 48% di raccolta differenziata rifiuti nel territorio comunale;
2) 40% di “acquisti verdi” per materiale cartaceo, cancelleria, attrezzature informatiche e prodotti per verde pubblico;
3) Riduzione del 10% dei consumi idrici ed energetici;
4) Distribuzione kit (bacillus Thuringensis) ai cittadini per controllo della zanzara tigre;
5) Riduzione del 10% del n. di superamenti dei limiti di legge per gli indicatori di qualità dell’aria;
6) Applicazione del metodo biologico al Parco Naturale con 90 % di punti di controllo conformi agli standard.

Seguendo le raccomandazioni dell’Open Group TANDEM3 invece il Comune di Cervia potrebbe, ad esempio, aggiungere come obiettivo di miglioramento la “riduzione della speculazione edilizia e della cementificazione”, che potrebbe essere monitorata fornendo ai cittadini nella Dichiarazione Ambientale non solo quanti metri cubi sono stati edificati, anno per anno, in riferimento al P.R.G., ma anche quanti metri quadri di balconi, terrazzi, logge - che esistono eccome, ma che non incidono sugli indici di edificabilità - sono stati costruiti. Superfici che in un edificio del Comune di Cervia possono essere anche decisamente superiori alle superfici coperte (slp) e che vengono ovviamente vendute dai privati conteggiando i metri quadri, incidendo così sull’impatto ambientale e alimentando di fatto la speculazione edilizia.

In linea con le procedure di miglioramento ambientale Emas, il Comune in tale ipotesi potrebbe (dovrebbe) essere tenuto a porre delle specifiche azioni di miglioramento (con vincoli, atti e decisioni politiche), ad esempio, per:

- arrestare le varianti in deroga al PRG che prevedono ancora nuove costruzioni e nuovi alberghi in aree di grande pregio;

- interrompere le vendite all’asta di pezzi di pineta nelle aree di forte interesse edilizio;

- mettere un limite alle superfici di balconi ed assimilate;

- prevedere la riduzione degli indici di edificabilità per sterilizzare l’effetto dei previsti bonus governativi;

- fermare la costruzione del prossimo parcheggio multipiano fronte mare fronte mare alto (dalle notizie della stampa) 17 metri in centro a Milano Marittima nell'area ex-Mantovana, che andrà ad eliminare un varco qualificante che contribuisce a mantenere il concetto differenziante di città giardino rispetto invece ad una tradizionale e banale concezione di cittadina. (Inoltre molti urbanisti, tra cui Salzano, considerano che parcheggi di tali dimensioni portino più congestione piuttosto che alleggerimento del traffico con aumento delle emissioni inquinanti).

Gli amministratori che affermano di avere ridotto il cemento nel territorio comunale, dovrebbero essere felici di aderire alle raccomandazioni dell’Open Group TANDEM3 e inserire anche il suddetto obiettivo di miglioramento per potere dimostrare a tutti il lavoro svolto.


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Per fortuna che c'è la rete per sapere quello che nessuno ti racconta o peggio quello che ti vogliono fare credere. Complimenti e grazie.

Francy ha detto...

Post molto interessante. Sono d'accordo.

EMAS man ha detto...

Gran bell'articolo... La Certificazione EMAS è una cosa seria ma alcuni si fregiano del titolo per poter fare quello che volgiono... è giusto che si analizzino i vri contenuti dei programmi ambientali e si chieda conto di quanto si promette...

francesco baldoni ha detto...

Ringrazio gli autori del blog per alimentare questa riflessione costruttiva.

Mi permetto di rilevare che per una PA l'impegno prioritario verso il territorio è da sempre stato sollecitato da ISPRA (ex APAT) e che diversi Comuni non si sono sottratti a tale impegno (p.es.: Comune di Groseto, di Monsano, ecc.), con grave impegno, vuoi anche per necessità o opportunità.
Il punto che deve però essere chiaro è che EMAS, strumento eccezionale per la gestione dell'Ambiente, non è di destra o di sinistra, pro o contro azioni migliorative per incremento raccolta differenziata o ottimizzazione del traffico. Mentre gli strumenti di pianificazione territoriale (PRG, PTCP, per fare solo 2 "minimi" esempi) dovrebbero rispecchiare l'anima politica dell'Amministrazione: ma quando l'Amministrazione spiega la sua Visione sulla "mappa" e nel "tempo" ai suoi concittadini? e quando essi sono capaci di dialogare senza faziosità e preconcetti con i primi?
se si saltano preliminari (quando cioè non esiste un reciproco senso civico), quando i principali strumenti di pianificazione del territorio non sono generati da visioni alte e superiori a piccoli interessi parte (ma approvati da tutta la schiera degli Enti competenti...) quale risultato possiamo attenderci? e pensiamo che EMAS possa cambiare tutto e subito?
certo che no!
però può aiutarci decisamente a tenere sotto controllo in modo fidato e sistmatico i lavori in corso. In attesa, però, che i cittadini si riapproprino della propria identità e senso civico.
che non sta solo a destra o a sinistra

W EMAS!!!!!