martedì 10 febbraio 2009

Il partito del cemento - il miracolo degli indici


Riporto un paragrafo tratto dal libro Il Partito del Cemento di Marco Preve e Ferruccio Sansa. Spiega come il sistema del trasferimento degli indici sia stato e venga ancora utilizzato nell'Italia delle carte a posto per fare colossali speculazioni edilizie. Vi viene in mente qualche fatto di speculazione edilizia messa in piedi con questa norma interpretata all'italiana?

"Trasferimento degli indici. A sentirne parlare così, a guardare le mappe catastali del Comune sembra quasi una partita di Risiko o di Monopoli. Ma qui non si tratta di un gioco e ogni segno della matita sulla carta porta con sè effetti molto, molto concreti: alberi secolari vengono schiantati a colpi di sega, prati e orti che in un attimo spariscono e pozzi medievali demoliti in una manciata di ore.
La vittoria del cemento non sempre arriva con enormi gru o "alberi di trenta piani", come cantava Adriano Celentano. Un'altra storia, un altro tipo di cementificazione: quella che avviene secondo la legge. Una norma forse nata con le migliori intenzioni, ma poi stravolta da varchi lasciati aperti, da interpretazioni paradossali o furbesche.
...
Il "trasferimento degli indici" è un sistema adottato in molte città d'Italia. L'idea è semplice: cercare di ridistribuire i volumi edificati, diradando nelle zone più degradate e compensando con costruzioni da realizzare in zone più libere. Però... però in Italia niente va mai come dovrebbe. Proprio così, prima di approvare una legge o un piano regolatore occorrerebbe riflettere su un aspetto: sarà applicato in Italia, potrebbe essere aggirato in mille modi. Bisogna, insomma chiudere ogni spiraglio alla furbizia.

Trasferimento degli indici... i professori di diritto urbanistico ci si sono consumati a studiarla, hanno scritto saggi e trattati, ma in soldoni funziona così: se tu - cittadino, ma soprattutto imprenditore - demolisci un edificio industriale in una zona degradata e riqualifichi l'area, poi acquisti il diritto di edificare una volumetria equivalente in un'altra zona. Una specie di gioco di prestigio, una magia: il mattone scompare da un quartiere e compare in un altro. Peccato soltanto, in questo si nasconde il trucco, che al privato sia lasciata la possibilità di scegliere dove spostare i suoi volumi. Come dire: demolisco una fabbrica in una zona dove il valore al metro quadro è basso, bassissimo, e mi costruisco una manciata di condomini in una zona dove un mattone vale tanto oro quanto pesa. Possibile? In Italia, sì."

lunedì 9 febbraio 2009

"Difendere la Costituzione" a Ravenna


Ricevo e pubblico un'inziativa promossa dal Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna e dal Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna.


In piazza del Popolo con la Costituzione in mano
Lunedì 9 febbraio 2009
Ore 17,30


"Il Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna e il Comitato per la Legalità e la Democrazia promuovono, come tanti Comitati e Associazioni stanno facendo in tutta Italia fin da oggi, e nei prossimi giorni sempre più, un presidio in piazza del Popolo a Ravenna, fra Municipio e Prefettura, a sostegno del Presidente della Repubblica Napolitano e per la difesa della Costituzione che mai nella storia della Repubblica è stata aggredita come in questi giorni.

Intendiamo difendere i fondamenti della legalità costituzionale, il ruolo di garante super partes del Presidente della Repubblica, la centralità del Parlamento, la divisione dei poteri, per opporci ad ogni deriva populista e autoritaria che farebbe precipitare il nostro paese indietro di ben più di sessanta anni.

Anche oggi il Presidente del Consiglio ha definito bolscevica la nostra Costituzione, dimostrando una tragica ignoranza della storia e rendendo chiaro il suo pensiero. E’ l’antifascismo contenuto nella nostra Carta che il capo del governo disprezza, i suoi fondamenti liberali e democratici, la sua laicità, il suo straordinario valore culturale e civile, la pagina più alta nella storia d’Italia. Una Costituzione che ha anticipato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che questo Governo di fatto non riconosce e nega, con parole e fatti che ci fanno correre il rischio di uscire dalla civiltà europea.

Ci opporremo a tutto questo.

Invitiamo la cittadinanza, i partiti, i sindacati, le associazioni a raggiungerci in piazza del Popolo lunedì 9 febbraio, alle 17,30.
Ognuna e ognuno con una copia della Costituzione in mano.

Ravenna, 7 febbraio 2009

Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna
Comitato per la Legalità e la Democrazia di Ravenna"

Marco Travaglio - La terza repubblica di Berlusconi

Anche il blog Cervia Parla aderisce alla visione in streaming del'intervento di Marco Travaglio nel consueto appuntamento del lunedì di Passaparola proposto da Beppe Grillo.



Il blog di Beppe Grillo

venerdì 6 febbraio 2009

Giuliana Sgrena a Ravenna


Il Comitato Dopolundiciottobre organizza:

INCONTRO PUBBLICO CON

GIULIANA SGRENA
Scrittrice e Giornalista de
Il manifesto

Conduce il dibattito
Piergiorgio Rosetti
(cooperante in Palestina)

Martedì 10 febbraio
ore 21:00
Ravenna
Sala Forum, via Berlinguer 11

giovedì 5 febbraio 2009

Scuola tagliata


Come al solito questa politica decide a tavolino, lontana dagli interessi dei cittadini. Adesso tocca alla scuola. Tagliare la scuola significa portare via il futuro ad una società. E siamo solo all'inizio. I tagli già decisi sono consistenti e sono programmate riduzioni di personale tali da prevedere di non potere garantire il modello didattico seguito fino ad ora.

Questa politica prima FA quello che vuole e poi ti racconta quello che vuole. E naturalmente ti dice che hanno ragione loro.

Il volantino proposto dal MIUR (Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca) invece di dire che sono stati decisi tagli alla scuola pubblica ci vuole fare credere che "si ampliano le possibilità di scelta delle famiglie" per le scuole elementari.

Prima c'erano i modelli a 40 e 30 ore. Adesso invece i modelli sono passati a 24 e 27 ore. Però ti dicono che i modelli precedenti rimangono a richiesta. Hai il diritto di chiederli. Grazie. Peccato che non è più un diritto dei cittadini ottenerli e che la scuola potrà attivarli in base all'organico disponibile. Ma se sono stati decisi dei consistenti tagli di personale, come si potrà fare?

Già che c'erano facevano ancora più bella figura ad aggiungerne altri tra i modelli a richiesta, magari a 50 o 60 ore!

C'è una possibilità per evitare la deriva? Sì. Basta che i cittadini tornino ad essere cittadini e manifestino civilmente e pacificamente il proprio dissenso.
La politica riparta dal basso.


martedì 3 febbraio 2009

Il potere tolto ai cittadini


Mi scrive Maria Angela Calonici, che mi invia delle osservazioni in merito all'evoluzione (o meglio involuzione) della politica attuale, quella che io sono convinto essere senza futuro.
I cittadini sono sempre più esposti alla fragilità del sistema. L'economia reale prosciugata per anni senza politiche lungimiranti, sta lasciando la gente con il portafoglio vuoto.
I politici invece l'accredito del compenso sul proprio conto corrente lo riceveranno regolarmente, forse con l'ennesimo aumento deciso da loro stessi con provvidenziali accordi trasversali.Casta? Ma, no! Che dici? Sei tu che sei cittadino. Tutto legale, le leggi le fanno loro.

Qualche eccezione tra i politici c'è, ma la politica deve ripartire dai cittadini.

"Dalla fine degli anni 80 sono state approvate molte leggi (ovviamente per modernizzare il Paese!) che hanno, di fatto, tolto potere ai cittadini.
Ad esempio con l'elezione diretta del Sindaco, introdotta dalla legge 81/93, il Consiglio Comunale, espressione del voto degli elettori, di fatto ha meno poteri, perciò anche i consiglieri sembrerebbero essere ormai solo dei "pigiabottoni a comando" come i parlamentari. Tutto è nelle mani del Sindaco che nomina e revoca gli assessori a suo piacimento. Ovviamente potrebbe scattare la revoca quando osano dire di no ai Suoi voleri, infatti è a Lui che spetta l'ultima parola su qualsiasi questione.

Diego Novelli in un suo saggio (Come era bello il mio PCI) ha parlato di "involuzione podestarile" della figura del Sindaco, a me pare proprio che oggi il Sindaco sia del tutto simile al Podestà di mussoliniana memoria. Certo non c'è il partito unico ma al suo posto ci sono due ammucchiate di liste che "appoggiano" i due candidati avversi e alla fine, l'ammucchiata che vince, si spartisce sgabelli e sgabellini con scientifica precisione.

E' a questo livello che scompare una reale dialettica tra maggioranza e opposizione ed è a questo livello che prende corpo quell'intreccio tra affari e politica che sta strangolando la democrazia.
Sindaco ed Assessori possono agire, di fatto, come il CdA di una qualsiasi società di diritto privato e i consiglieri della maggioranza devono sempre dire di si altrimenti.....tutti a casa. In nome della governabilità, perciò, comanda uno solo circondato dai suoi fiduciari.

E' nella sostanza la realizzazione, sul piano locale, di quel "premierato forte" pensato ai tempi della bicamerale da baffino e compagni, riproposto con la scusa della "devolution", da Calderoli & c., ossia i 4 saggi della baita di Lorenzago, con la riforma costituzionale sottoposta a referendum nel 25-26 giugno 2006.
Nel giugno del 2006 gli elettori hanno sonoramente bocciato quella riforma, nonostante il disimpegno dei partiti di sinistra nella battaglia referendaria.

Nel novembre del 2006, nonostante la bocciatura delle riforme di Calderoli&c., in un'intervista a Repubblica, Veltroni proponeva la legge che ha introdotto l'elezione diretta del sindaco come modello da seguire per realizzare le riforme istituzionali.Ossia voleva far rientrare dalla finestra quello che gli elettori avevano appena buttato fuori dalla porta.

Nel gennaio del 2008 Franceschini ci ha riprovato sostenendo che quella legge sull'elezione diretta del Sindaco, poteva andar bene anche a livello nazionale. Sembrerebbe che anche il PD, come il PDL, gradisca il modello dell'uomo solo al comando.

Personalmente resto convinta che i gli autori della nostra Costituzione abbiano consegnato agli italiani un'architettura costituzionale paragonabile ad una Ferrari, una macchina forte e potente, che attualmente sembrerebbe guidata - metaforicamente parlando e con tutto il rispetto verso le nostre istituzioni- da conducenti senza patente.

Certo, dopo sessant'anni serve qualche piccolo "emendamento", ma valutato e ponderato da chi ha titolo per farlo, non certo dagli attuali occupanti delle Istituzioni.
Pertanto sono per una MORATORIA sulle riforme Istituzionali e per l'elezione, con legge proporzionale, di un'Assemblea Costituente degna di questo nome.

Il malgoverno non dipende dalla macchina nè dipende dal numero di macchinine in campo (le regioni) ma da chi sta guidando! Il problema principale riguarda la QUALITA' degli eletti e dei nominati a governare il paese, a tutti i livelli, e in Italia si sa più che "la conoscenza" e l'onesta' contano la furbizia e "le conoscenze",ossia le raccomandazioni.
Maria Angela Calonici"

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lunedì 2 febbraio 2009

Marco Travaglio - Passaparola - Intercettazioni impossibili ...

Anche il blog Cervia Parla aderisce alla visione in streaming del'intervento di Marco Travaglio nel consueto appuntamento del lunedì di Passaparola proposto da Beppe Grillo.

Intercettazioni impossibili e crimine libero

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